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Hai trovato una faina? Ecco come distinguerla dalla donnola e cosa fare

1 giugno 2025·5 min di lettura

La faina (Martes foina) è uno dei mustelidi più diffusi d'Italia, ma pochissimi la riconoscono. La si confonde con la donnola, con il furetto, a volte persino con il tasso. Eppure è l'animale selvatico che più frequentemente vive a stretto contatto con gli esseri umani — nei sottotetti, nei capannoni abbandonati, nelle rimesse.

Se l'hai trovata ferita, intrappolata o in difficoltà, ci sono alcune cose importanti da sapere prima di fare qualsiasi cosa.

Come riconoscere la faina

La faina adulta pesa tra 1,5 e 2,5 kg. Ha il dorso marrone-grigio scuro, il ventre più chiaro e — caratteristica diagnostica — una macchia bianca sulla gola che si biforca verso il petto. Occhi grandi, orecchie arrotondate, coda lunga e folta.

La donnola è molto più piccola (100-250 g), quasi mimetica nel colore fulvo-marrone, senza la macchia bianca sulla gola.

La faina è essenzialmente notturna, anche se in primavera-estate può essere attiva al crepuscolo. Se ne vedi una di giorno, immobile o che fatica a muoversi, quasi certamente ha un problema.

Quando ha bisogno di aiuto

Intervieni se:

  • È immobile alla luce del giorno in un posto esposto
  • Si muove in modo anomalo (circoli, camminata barcollante)
  • Ha ferite visibili o è stata presa da un cane/gatto
  • È un giovane (maggio-luglio): piccoli con gli occhi ancora chiusi o appena aperti trovati soli
  • È rimasta intrappolata in una rete, in una rete da pesca, in un garage chiuso

Non intervenire se:

  • La vedi di sera o di notte in perfetta forma — è normale
  • È in soffitta ma non mostra segni di difficoltà — è la sua tana

Come raccoglierla in sicurezza

La faina morde forte. Non è aggressiva per natura, ma se si sente in pericolo usa i denti con precisione chirurgica. I guanti da lavoro spessi sono il minimo indispensabile.

Se è in uno spazio aperto e non riesce a scappare:

  • Copri la testa con un asciugamano spesso
  • Avvolgi il corpo tenendo le zampe bloccate
  • Mettila subito in una scatola di cartone solida con fori di aerazione, fondo rivestito

Se è intrappolata (in una rete, dietro un mobile, in uno spazio stretto):

  • Chiama prima il CRAS — a volte serve attrezzatura specifica
  • Non tentare di estrarla forzatamente: si può fare più danni che bene

Cosa non fare

Non darle da mangiare. La faina è carnivora obbligata e la sua dieta in riabilitazione è molto specifica: la nutrizione improvvisata causa carenze gravi in pochi giorni.

Non metterla in una gabbia per uccelli o con sbarre sottili: le zampe si infilano e si fratturano.

Non tenerla in casa oltre il tempo necessario per raggiungere il CRAS. Le faine in cattività sviluppano rapidamente stress da confinamento.

Il problema con le faine in soffitta

Se hai una faina che abita stabilmente in soffitta o in un capannone, non è un'emergenza — è un inquilino silenzioso (o quasi: di notte può fare rumore). In quel caso non si tratta di soccorso ma di convivenza o dissuasione, che va gestita in modo non letale.

Contatta un ente locale o un'azienda specializzata in fauna urbana: la faina è specie protetta e la rimozione violenta o le trappole mortali sono illegali.

Una cosa che vale la pena sapere

La faina ha un meccanismo biologico rarissimo: diapausa embrionale. L'accoppiamento avviene in estate, ma l'impianto dell'embrione nell'utero viene sospeso per mesi — i piccoli nascono a marzo-aprile, anche se la fecondazione è avvenuta in luglio. È uno degli esempi più precisi di controllo temporale riproduttivo tra i mammiferi italiani.

Tutela legale

La faina è protetta dalla Legge 157/1992: non può essere cacciata, catturata o uccisa. Le deroghe esistono solo per danni documentati all'agricoltura, con autorizzazione regionale. Trovarne una ferita e portarla al CRAS è soccorso, non detenzione.

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